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PITTI UOMO 2017: tra nuove estetiche e artigianalità

pitti immagine uomo 2017

Il nuovo anno inizia come di consueto a Firenze per il Pitti Uomo dove vengono presentate le collezioni maschili per l’Autunno-Inverno 2017.

La 91° edizione del Pitti sottolinea un ritorno alle origini. L’artigianalità è in primo piano quando si parla d’abbigliamento, includendo, non solo la maestria della tradizione italiana, ma ampliando il raggio in direzione dell’Europa e delle nuove realtà in ascesa.Ecco quindi che la maglieria la fa da padrona, spiccando per una rinata qualità di materiali e per un nuovo senso estetico che vira verso un approccio “no genere”.

Come al solito la fiera si dimostra molto attrattiva per tutti i buyer internazionali, presentando tipologie di proposte e di outfit vario, che delineano un personaggio e uno stile, nonché nuovi canoni di bellezza: si va dallo spirito nichilista di Tim Coppens con pantoloni da jogging sotto il parka tecnico con multitasche e multitasking allo sportivo metropolitano, trionfo di una virilità scattante, ginnica con giacca da traveller cittadino, in tessuto antipioggia, proposta da Paul Smith o il casual tailoring di Brunello Cucinelli. Per poi approdare al gentleman di lusso, a partire dalla sontuosa sfilata di Stefano Ricci che per i 45 anni di attività ha sfilato nella mirabile Sala Bianca di Palazzo Pitti, fino al su misura perfetto di Lardini.

L’eredità e le radici sono importanti, come dimostrano l’uso di capisaldi come i capispalla o i cappotti indossati anche dai “peacocks” che immancabilmente gravitano per la Fortezza tra le installazioni e stand, tutti col cappello sugli occhi, le alte visiere anche pennute, le scarpe possenti senza calzini, i pantaloni stazzonati e le giacche di alta sartoria.

Altre figure che emergono nell’agone: l’ecologista elegante, che indossa capi proposti da Save The Duck e propone l’estetica “Urban Nature”, dai capispalla agli zaini – fino alle sneakers. Per finire con “Il narratore di storie” come il pantalone da jogging sotto il doppiopetto, di Manuel Ritz, il mondo del motociclismo che contamina il British Style dei trench più tradizionali, vedi la capsule collection di Carlo Volpi.

Su tutto un desiderio di sperimentazione che spesso unisce lane preziosissime ad accessori più o meno discutibili. Il risultato è a volte disastroso a volte divertente. L’importante è lasciare il segno.