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SPECIALE COMUNICAZIONE / MONDO LAVORO MAGGIO 2012

GUARDA… C’è UN ASINO CHE VOLA! UAOH!

La comunicazione moderna, giovane, fuori dalle righe non nasce nelle metropoli, anzi, è proprio … Off Milano. Ci scommettono Matteo Corvatta e Giacomo Moresi, rispettivamente marketing manager e creative director di Off Milano, l’area creativa che accoglie le due realtà, Uaoh, agenzia di comunicazione e Lira, studio fotografico.

di A. Dachan

Matteo, Giacomo, ben venuti sulle pagine di ML; qual è stato il training che avete seguito per riuscire a far “volare gli asini”?
“Non ci siamo conosciuti in un maneggio, contrariamente a quello che starà pensando ora, ma in teatro. L’asino che vola, emblema di Uaoh, è il messaggio, un po’ provocatorio, un po’ ironico, con cui abbiamo lanciato la nostra attività: quando la gente legge il messaggio sorride, si incuriosisce e questo significa che funziona. Il nostro avvio è stato particolare. Ci siamo infatti conosciuti grazie alla compagnia teatrale da me fondata, ormai più di 10 anni, per la quale io, Giacomo, sono art director e regista, mentre Matteo è direttore organizzativo e attore/cantante. Insieme abbiamo iniziato a collaborare all’organizzazione di eventi legati allo spettacolo, tanto da riuscire ad organizzare  per l’Amministrazione comunale di Recanati una rassegna di musical estiva, in Piazza: è stato un successo, e oggi siamo arrivati alla terza edizione.

Come è stato il passaggio dal rapporto direttore-attore al rapporto collaboratori e soci?
“Diciamo che le nostre differenti competenze e personalità si sono conciliate bene e ci permettono di spaziare nel mondo della comunicazione e dell’arte a 360°. Io, Matteo, curo la parte strategica e sono un copywriter, ho alle spalle studi filosofici e letterari ed esperienza come consulente per aziende. Giacomo, invece, viene dal mondo della fotografia, con un’importante esperienza al fianco del maestro Oliviero Toscani, a cui sono poi seguiti incarichi come art director in agenzie di comunicazione e studi fotografici del territorio. Abbiamo dato vita all’area creativa Off Milano grazie ad finanziamento ricevuto dal Fondo Sociale Europeo. Al suo interno operano due realtà: Uaoh, agenzia pubblicitaria e studio grafico che si occupa di comunicazione non convenzionale e
Lira, che opera come studio fotografico e lab creativo”.

Scoprirvi a Osimo è stata per noi una sorpresa…
“Per certi versi è una sfida. Siamo infatti convinti che non serve essere a Milano per dimostrare di avere idee e progetti ambiziosi, anzi: operare in un contesto territoriale può offrire nuovi stimoli, nuovi orizzonti soprattutto per chi lavora con la creatività. Ideiamo campagne pubblicitarie, cataloghi ed eventi in diversi settori di business, che spaziano dalla moda al gioiello, dall’arredamento al design, dal food alla farmaceutica. Siamo ramificati in tutta la regione grazie al team di collaboratori che lavorano con noi”.

Come avete fatto a creare il vostro portfolio clienti?
“Inizialmente abbiamo lavorato su strategie pubblicitarie, investendo in situazioni non convenzionali in linea con le nostre idee. Poi, vuoi il successo ottenuto, vuoi l’evoluzione di un mercato che è sempre più attento ai cambiamenti e all’orginalità, abbiamo iniziato a ricevere commissioni di diverso tipo. Lo stretto legame con il territorio offre molte opportunità, sia per noi, che per le stesse realtà che a noi si rivolgono, realtà che hanno il vantaggio di essere seguite da vicino, a differenza di quanto può accadere affidandosi ad un’agenzia milanese. Ad esempio, durante un corso che abbiamo tenuto lo scorso anno, abbiamo conosciuto lo chef del ristorante del Conero Golf Club, che ci ha coinvolto in un progetto che avevano in cantiere, in merito alla creazione di eventi. Per noi è stato una sorta di battesimo di fuoco, abbiamo creato un palinsesto con 40 serate che hanno avuto un ottimo successo e che, allo stesso tempo, ci hanno fatto conoscere ulteriormente sul territorio”.

Come definireste la creatività?
“La creatività è un qualcosa di genetico, di innato, che si può esprimere in un’infinità di modi. Quando la creatività diventa il motore, la linfa vitale del tuo lavoro, devi poi essere in grado di capire fin dove si spinge l’arte e dove, invece, arriva il potenziale commerciale. Creatività e razionalità, in questo senso, devono confrontarsi e compensarsi a vicenda, devono essere l’una in funzione dell’altra”.

Quali sono i progetti che vi vedranno impegnati nelle prossime settimane?
“A Settembre daremo il via a Recanati ad una nuova rassegna di musical, e seguiremo un nuovo progetto teatrale con performer di fama nazionale. Poi ci sono in cantiere diverse campagne pubblicitarie e cataloghi prodotti per aziende di moda in particolare del settore calzaturiero. Infine, c’è il lancio di un portale per il mondo dello spettacolo, dedicato a performer, musicisti  e compagnie teatrali. Sarà una sorta di “myspace” tutto marchigiano destinato a promuovere i nostri artisti. Vogliamo diventare, mettendo la nostra struttura a disposizione, un laboratorio creativo, un riferimento aperto ai giovani, alle scuole, alle università.
In bocca al lupo per tutto allora; chiudiamo qui il sipario?
“Ha scelto l’espressione giusta: il sipario, la fotografia industriale, le scenografie, la comunicazione… per noi sono davvero un chiodo fisso!”.